BLU
Chi l’ha detto che il cielo è blu? Non lo dice un bambino. Non lo dicono molte popolazioni indigene. E non lo dicevano nemmeno gli antichi. Alcuni studi condotti su comunità prive di una parola specifica per il blu, o su bambini a cui non è ancora stato insegnato il nome dei colori, mostrano che il cielo viene spesso descritto come bianco o semplicemente privo di colore. Anche nei grandi testi del mondo antico come l’Iliade, l’Odissea o la Bibbia la parola blu non compare mai.
Blu è in fondo solo un termine che indica la percezione di un fenomeno fisico che la scienza chiama onde elettromagnetiche e che il linguaggio comune chiama colore. La lunghezza d’onda del blu è compresa tra circa 380 e 500 nanometri e pare che la luce con questa frequenza produca effetti particolari sulla percezione umana.
Alcuni studi indicano che il blu è in grado di trasmettere fiducia e sicurezza e per questo motivo è in grado di avere effetti positivi sugli atleti che praticano discipline che richiedono concentrazione.
Forse è anche per questo suo significato che un colore così “giovane” sia ormai ovunque, soprattutto su internet, dove moltissimi siti web, a partire dal primissimo social network, fanno del blu il proprio colore identitario.
La storia del blu ci ricorda però che la percezione dei colori cambia con il tempo. E allora chissà di che colore sarà il cielo in futuro, o se il mare tornerà ad essere "scuro come il vino", come per Omero.
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